Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare. (Winston Churchill) Vi racconto la storia di Angelica, una bambina di 7 anni che mangiava pochi alimenti, i “soliti noti”: tra questi ricordo pasta (rigorosamente le mezze penne), bistecca, carote e patate, oltre ai dolci di cui era invece golosa. La mamma cercava in tutti i modi di convincerla a provare quello che cucinava, ma lei, con grande piglio, non arretrava di un solo centimetro. Anzi, a volte sembrava regredire e togliere dal suo menù cibi che fino a quel momento erano considerati “sicuri”. A volte i genitori insistevano, altre volte non ci provavano neanche. A volte era l’unico discorso che a tavola veniva affrontato, con relativa frustrazione da parte di tutti, fratello incluso che in silenzio mangiava per non fare arrabbiare o preoccupare i genitori. Incontrai i genitori, preoccupati della situazione. Non solo per quello che accadeva a tavola, ma perché secondo loro Angelica aveva qualch...