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Visualizzazione dei post da 2020

Cibo per crescere: nel corpo e nella mente

Leggiamo le storie ai nostri bambini Il racconto è nutrimento per la vita psichica come il cibo lo è per quella biologica. Tanta letteratura ci permette di affermare questo, rintracciando il valore del racconto per lo sviluppo psicologico, fino all’uso terapeutico che la stessa scuola psicoanalitica intuisce. Senza dover scandagliare le particolarità e le tecniche di questa potenzialità vogliamo riflettere sulla doppia anima che le avventure di Nino conservano ; possiamo suggerire al genitore (lettore) l’importanza di offrire queste avventure, che di cibo ci parlano, e di farlo proprio come lo stesso cibo si offre. Al bambino piccolo si permette infatti anche di giocare con il cibo, di esplorarne un po’le caratteristiche per scoprirlo e apprezzarlo maggiormente...e al bambino più grande come viene dato? Noi stessi come amiamo riceverlo? Possiamo rispondere che questa pratica è piena di gesti e significati che vanno ben oltre l’ingerire qualcosa: preparare, annusare, scoprire consistenz

Medaglioni di mais e crema di fagioli

Ingredienti (per persona): 50 gr di farina di mais 20 gr di fagioli verdi (mung) 20 gr di fagioli rossi (azuki) 1 carota 1 gambo di sedano 1 cipollotto 200-250 ml di acqua 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva 1 pizzico di sale Preparazione: Se volete creare due creme con tonalità di colore differenti mantenere le cotture separate dei fagioli verdi e dei fagioli rossi. Stufate i fagioli in acqua con carota, sedano e cipollotto, per circa 1 ora. Poi frullate tutto in modo da tenere una crema omogenea ma abbastanza densa, aggiungere l'olio a crudo. Intanto portate a bollore l’acqua salata, versate a pioggia la polenta e lasciate cuocere a fuoco lento per 30-40 minuti. A fine cottura tendete la polenta su una teglia da forno. Lasciate raffreddare e infine con un bicchiere o un coppapasta create dei dischetti di polenta (che da fredda sarà compatta). Preparare dei 'panini di polenta' creando l'alternanza: dischetto di mais, crema di fagioli e ancora dischetto di mai

Neofobie e nutrizione pediatrica

La neofobia è letteralmente la "paura del nuovo" che caratterizza quella fase particolare della crescita in cui il bambino piccolo abbandona il seno materno per iniziare ad alimentarsi con cibi solidi e semi-solidi di consistenze e tessiture diverse (dal divezzamento in poi). Si tratta, quindi, di  una fase fisiologica durante la quale il piccolo non vuole, e non può, rinunciare alle sue certezze che lo rendono più forte e lo fanno sentire al sicuro. Si tratta di un meccanismo innato e collaudato per milioni di anni, che in passato probabilmente ha permesso la sopravvivenza nei primissimi anni di vita. Quando però la neofobia si protrae troppo a lungo, inficiando le normali abitudini alimentari, limitando oltremodo le scelte e mettendo a rischio la crescita, diventa degna di attenzione e richiede l'aiuto di un professionista. Oggi, purtroppo, le neofobie riguardano oltre il 20% dei bambini e si prolungano anche fin oltre l'adolescenza, creando problemi nei momenti d

Sono la mamma di Gabriele...

  Sono la mamma di Gabriele (4 anni) e Giulio (28 mesi). Sono bambini molto diversi...Gabriele è curioso e intraprendente mentre Giulio è molto timido anche nei momenti di gioco. Questo lo vedo anche a tavola. Gabriele mangia tutto e assaggia volentieri fin da quando era piccolo anche i nostri piatti. Giulio mangia  ancora tutto passato  e non riesco a fargli assaggiare i piatti ‘da grandi’. Per ora continuo così ma spero che iniziando la scuola materna possa migliorare questo aspetto. (Lucia)

L'orologio della tavola

Obiettivo:  Focalizzare l'attenzione sulla ritualità dei momenti a tavola nella giornata e sull'importanza del rispetto dei tempi.  Il bambino viene accompagnato a riconoscere le sensazioni fisiologiche di appetito e sazietà e accettare i tempi di attesa. Inoltre la visualizzazione dei momenti principali a tavola aiuta il bambino a interiorizzare la routine e a trovare in questo modo riferimenti  Cosa serve?  . 1 cartoncino  . forbici . pennarello . 1 chiodino fermacampioni . 1 piatto Come si realizza?  Segnare il profilo rotondo del piatto sul cartoncino e ritagliare la sagoma. Dallo stesso cartoncino recuperare lo spazio per disegnare e ritagliare una freccia che sarà la lancetta del nostro orologio. Con il pennarello disegnare sul primo cartoncino dei punti di riferimento (senza indicare l'orario...sarà sufficiente un pallino) in corrispondenza delle ore : 24 -10 -15 -16 -18. In corrispondenza dei pasti principali indicare COLAZIONE (in corrispondenza delle ore 24) SPUNT

Come può essere valutato lo sviluppo fisiologico di un bambino?

Tutti i genitori sanno bene quanto siano importanti gli appuntamenti per i 'controlli di crescita' presso il Pediatra di riferimento. Per valutare lo sviluppo fisiologico di un bambino è infatti fondamentale, oltre la ricostruzione dell' anamnesi completa , il confronto dei parametri antropometrici (peso, altezza) secondo le curve di crescita ma anche il monitoraggio del valore di BMI (Body Mass Index)  dalla nascita.   Valori sotto o sopra la media possono allarmare i genitori.  Niente paura.  E' vero, abbiamo dei valori di riferimento, ma è bene che lo sviluppo sia sempre considerato in tutte le sfaccettature soggettive. Oltre a questi valori standard il Medico di riferimento pone sempre sul bambino un'attenzione più ampia e quindi generalmente valuta lo sviluppo psico-motorio, il ritmo sonno-veglia, la motilità intestinale, eventuali allergie o intolleranze, e indaga le abitudini a tavola. Proprio parlando di alimentazione si può avere qualche informazione

Crema di nocciole

Foto di Agnese Libanore - Starlet_eyes Ingredienti: 1\2 tazza di zucchero integrale di canna 1\2 tazza di nocciole spellate 300 grammi di cioccolato fondente al 70 per cento, a pezzetti 1 bicchiere scarso di latte vaccino scremato o di mandorla Preparazione: Polverizzate nel frullatore lo zucchero fino a renderlo impalpabile come farina, aggiungete le nocciole e continuate a frullare: dopo circa 5 minuti le nocciole e lo zucchero avranno formato una crema dal profumo inconfondibile; unite il cioccolato poco alla volta e poi il latte; frullate ancora per qualche secondo; riponete la crema ottenuta in una ciotola e fate cuocere a bagnomaria, sempre mescolando e mantenendo il tutto sul fuoco per circa 20 minuti; fate intiepidire e non appena la vostra crema di nocciole fai da te si sarà raffreddata, riponetela in un vasetto di vetro. Perchè proporlo... Le nocciole sono ricche di fitosteroli (grassi buoni che proteggono dal colesterolo) e vitamine B, E . Il cacao ha proprietà antiossid

Un circolo vizioso da interrompere

A volte il rifiuto di particolari cibi è dovuto a una situazione ben precisa, come ad esempio dopo ad una congestione (più che comprensibile!), o semplicemente dopo aver mangiato un piatto ed aver poi rimesso. Il dolore di un forte mal di pancia o il disgusto del vomito si possono associare al piatto mangiato, volendolo poi evitare le volte successive. Credo che sia esperienza di molte persone non voler mangiare un piatto che ci ricorda situazioni spiacevoli. In questi casi è normale attendere del tempo, evitando di insistere perché sarebbe inutile. Ma se la scelta di non mangiare un cibo si espande a cibi simili, allora in questo caso potrebbe essere importante intervenire. Ad esempio un bambino può essere stato male mangiando la pasta con il sugo di pomodoro e successivamente potrebbe non voler più mangiare la pizza, le lasagne e altri piatti di cui era goloso, per la paura di stare male proprio perché c’è il sugo di pomodoro. In questi casi la paura fa evitare un cibo, ma il reitera

Il castello di Nino

- Alzare le bandiere! Chiudere il ponte levatoio! Bloccare il portone!  Un enorme castello sorgeva sul tavolo della sala da pranzo. Esattamente a capotavola, dove era solito sedersi Nino.  - Cavalieri preparate le corazze!  Di fronte al castello la tavola era apparecchiata come sempre. Bicchieri, piatti, tovaglioli ben piegati, forchette e coltelli. Al centro una bottiglia d’acqua fresca, il cestino del pane e persino un piccolo vasetto pieno di margherite appena colte.   - Nino metti via queste carte, è ora di cena! Disse la mamma.   - Cena? Qualcuno ha detto cena?! Qui è tempo di battaglia, bisogna prepararsi al peggio! Rispose Nino urlando in tono solenne.  I posti erano sempre gli stessi; a destra la mamma, di fronte il papà e a capotavola Nino. Ecco… questa volta a capotavola Nino non era ben visibile. Il suo castello di carte lo copriva fino all’ultimo ciuffetto di capelli. Ma lui era lì, si sentiva forte e chiaro.  - Nino dai, metti via queste carte è ora di mangiare. Insistette

Sistema Immunitario e Alimentazione

Il Sistema Immunitario è un complesso sistema di difese dell’organismo contro forze distruttive provenienti dall’esterno (batteri, virus, funghi e parassiti) e dall’interno (cellule trasformate da virus o da mutazioni del DNA). Per funzionare correttamente, il Sistema Immunitario deve essere in grado di rilevare un’ampia varietà di agenti patogeni (virus, batteri, funghi e parassiti) e distinguerli dal tessuto sano dell’organismo. Di conseguenza, una risposta immunitaria ridotta comporta una maggiore suscettibilità nei riguardi delle infezioni virali e batteriche. Quindi, l’arma principale per combattere un attacco da parte di agenti patogeni è il nostro Sistema Immunitario ma dobbiamo prendercene cura attraverso una sana e corretta alimentazione caratterizzata da cibi freschi e di stagione, rispettando la natura ed i suoi cicli. Le porzioni di frutta e verdura devono essere presenti quotidianamente ad ogni pasto. I Cereali integrali sono da preferire rispetto a quelli più raffinati.

Mia figlia Marta...

Mia figlia Marta non mangia  formaggi né latte  da quando ha 2 anni (ora 8). Non è intolleranze né allergica...semplicemente non sopporta consistenza e odore dei latticini. A dire il vero in qualche  polpetta o sugo  il grana riesco a inserirlo e non se ne accorge...quindi non so neppure fino a che punto sia una presa di posizione la sua…. (Rachele)  

Che cos’è l’ARFID, cioè Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione del cibo?

Informazioni su ARFID  (Avoidant-Restrictive Food Intake Disorder) E’ il secondo  disturbo alimentare  più comune nei bambini di età pari o inferiore a 12 anni. Può essere diagnosticato in bambini, adolescenti e adulti. Le persone con ARFID sono ad alto rischio per altri disturbi psichiatrici, in particolare l'ansia, depressione, e disturbi del comportamento alimentare (soprattutto, anoressia). Il 20% delle persone con ARFID è di sesso maschile.     Sintomi Alimentazione monotona e o disordinata caratterizzata da mancanza di interesse per il cibo, estrema selettività, ansia e paure per le conseguenze negative dell’alimentazione (ad es. vomito, soffocamento, reazione allergica). L’alimentazione selettiva non è dovuta alla mancanza di risorse disponibili, né a un pervicace controllo del peso e delle forme corporee (come accade nell’anoressia). Può essere accompagnato da: significativa perdita di peso o mancato aumento di peso e altezza carenza nutrizionale (ad es. anemia sideropenica

Bruschette con crema di zucca e robiola

Foto di Agnese Libanore - Starlet_eyes Ingredienti: 50 gr di pane integrale  150 gr di zucca brodo vegetale quanto basta 100 gr di robiola  timo a piacere Preparazione: Bollite la zucca in brodo vegetale per 20 minuti, quindi frullate in modo da tenere una crema omogenea ma densa (non troppo liquida). Potete unire la robiola direttamente nella crema oppure preparare successivamente delle piccole quenelle (palline formate con il cucchiaio). Preparate delle bruschette con il pane integrale, tagliandolo a fette e grigliando su piastra o in forno. Condire le bruschette con salsa di zucca, quenelle di robiola e qualche fogliolina di timo. Perchè proporlo...  La zucca è ricca di sali minerali, fibre e vitamine (in particolare vitamina A, vitamina B e vitamina C). Ha un sapore dolce e un colore vivace . Il contenuto di carboidrati è buono ma non così elevato come spesso si crede. L'abbinamento con la robiola rende comunque migliore il rilascio graduale di zuccheri . Per i bambini più

I laboratori di Nino

Fare prevenzione non è una parola scontata o uno slogan politico, ma è un impianto altrettanto scientifico quanto lo è la cura. Quando parliamo di prevenzione alimentare, intendiamo conoscere ciò a cui andiamo incontro conoscendo noi stessi, conoscendo come funzioniamo, cosa mangiamo, perché lo mangiamo e come lo mangiamo, conoscendo i cibi che ci fanno bene e quelli che non ci fanno bene in base alle nostre caratteristiche e bisogni strutturali, psico-emotivi ed energetici. Una corretta educazione alimentare quindi, non può diventare solo un riassunto di prescrizioni e regole: se siamo ciò che mangiamo, e aggiungo, se mangiamo ciò che siamo, ogni cambiamento nel modo di alimentarsi non può che partire da un cambiamento d’identità. Molto spesso l’educazione alimentare viene divulgata tramite discorsi astratti e filosofici: parliamo di informazioni corrette dal punto di vista della salute, ma troppo lontane dalla logica dei bisogni. Bisogna tener presente che il gusto di un cibo non

Facciamo i colori

Obiettivo La finalità educativa riguarda l'utilizzo degli alimenti per scopi creativi. Osservare, riflettere e manipolare la farina, il sale, l'olio e l'acqua, consente di sperimentare le diverse consistenze, come queste si modificano con l'aggiunta della verdura, della frutta e delle spezie, quindi del colore, e la loro resa sul foglio di carta o su altri materiali. Il gioco di manipolazione del bambino diventa un vero atto creativo e gli consente di familiarizzare con nuove categorie di alimenti. Cosa serve? . 4-5 vasetti di vetro o recipienti dove versare i colori preparati . 2 cucchiai di farina . 1 cucchiaio d'olio . 2 cucchiai di sale fino . Acqua quanto basta per dare una consistenza finale ad affetto acquerello . Frutta, verdura o spezie a piacere . Pennello Per ottenere i colori è consigliabile: succo di pomodoro o rapa rossa (precotta e frullata) per il colore rosso; succo di mirtilli per il colore blu; spinaci o prezzemolo (frullati con un goccio d'ac

S come Sperimentare!

Ogni esperienza nutrizionale è ricca di emozioni, relazioni e stimoli sensoriali che coinvolgono appunto olfatto, tatto, visto, udito e, nel loro insieme...gusto! E quando non siamo in equilibrio con le nostre emozioni? Quando ci troviamo a vivere dei conflitti che attraversano le relazioni? Può essere particolarmente utile concentrarsi sugli aspetti fisiologici e sensoriali. In particolare i colori hanno un ruolo molto importante nella percezione del cibo e nell'appetibilità di un piatto. Diversi studiosi confermano che i colori sono in grado di trasmettere effetti psicologici ed emotivi che variano da persona a persona. Ecco perchè ognuno di noi può essere attratto o rifiutare un determinato alimento definito con uno specifico colore. Vi offro un semplice gioco da proporre ai vostri bambini. Prova a scegliere uno dei colori che trovi qui di fianco, indica quello che ti colpisce di più senza pensarci troppo, poi leggi sotto il significato dei colori.  Vedrai che la tua risposta p