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Visualizzazione dei post con l'etichetta Psicologo

Un circolo vizioso da interrompere

A volte il rifiuto di particolari cibi è dovuto a una situazione ben precisa, come ad esempio dopo ad una congestione (più che comprensibile!), o semplicemente dopo aver mangiato un piatto ed aver poi rimesso. Il dolore di un forte mal di pancia o il disgusto del vomito si possono associare al piatto mangiato, volendolo poi evitare le volte successive. Credo che sia esperienza di molte persone non voler mangiare un piatto che ci ricorda situazioni spiacevoli. In questi casi è normale attendere del tempo, evitando di insistere perché sarebbe inutile. Ma se la scelta di non mangiare un cibo si espande a cibi simili, allora in questo caso potrebbe essere importante intervenire. Ad esempio un bambino può essere stato male mangiando la pasta con il sugo di pomodoro e successivamente potrebbe non voler più mangiare la pizza, le lasagne e altri piatti di cui era goloso, per la paura di stare male proprio perché c’è il sugo di pomodoro. In questi casi la paura fa evitare un cibo, ma il reitera...

Il bambino e la selettività nel cibo

L’odore migliore è quello del pane, il gusto migliore, quello del sale, il miglior amore, quello dei bambini. (Graham Greene) Ho avuto modo di incontrare alcuni genitori preoccupati perché il loro figlio aveva una forte ostinazione a voler mangiare solo determinati cibi, evitando tutti gli altri. Ricordo Marco (nome di fantasia), un bambino di 6 anni che mangiava pasta (rigorosamente in bianco), bistecca (molto cotta) e qualche alimento dolce a colazione. Nient’altro. La mamma racconta che sin da piccolo aveva mostrato chiari segnali di preferenza sul cibo e, nonostante i vari tentativi di ampliare le scelte da parte dei genitori, Marco manteneva strenuamente la sua rotta. Il problema si era presentato con l’inizio della scuola primaria: quando infatti in mensa i suoi cibi non erano disponibili, non mangiava. Quando ho incontrato i genitori, Marco era dimagrito e aveva fatto richiesta di non mangiare più a scuola, cosa non possibile perché i genitori lavoravano. L’obiettivo è stat...

Il cibo: amico o nemico? Paure e altre difficoltà

Prendo spunto dal primo racconto di Nino che, come abbiamo letto, si confronta con una importante emozione: la paura . E ho scelto di iniziare questo approfondimento partendo da una storia. Ricordo di aver ascoltato questo racconto tanto tempo fa e ricordo che parlava di draghi. Per l’esattezza si tratta di un solo drago, ma spaventava talmente tanto gli abitanti di una valle che nessuno era mai riuscito ad affrontarlo. Durante una notte molto buia e tenebrosa, si narra che il drago entrò nel castello del Re e rapì la bellissima Principessa.  Il Re, appena saputo dell’accaduto, ordinò ai suoi migliori soldati di andare a combattere il drago e di riprendere la sua amata figlia. Ma nessuno osò avvicinarsi alla grotta del drago, nessuno volle provare a sconfiggere quell’animale che da così lontano sembrava talmente grande da incutere terrore al solo vederlo. Il Re decise allora che chiunque avesse salvato la principessa, avrebbe potuto sposarla e sarebbe diventato il nuovo erede al ...

Distratta-mente

ll colmo della distrazione: la mattina, svegliandosi, dimenticare di aprire gli occhi . Alphonse Allais Quante volte ci è capitato di iniziare a fare qualcosa e dimenticarci subito dopo di quello che volevamo effettivamente fare? E a qualcuno è mai capitato di entrare in una stanza e di non ricordarsi perché ci si trovasse lì? Cosa accade in queste situazioni? Stiamo forse perdendo la memoria?! Probabilmente no, anzi: la nostra mente ha sicuramente ben chiaro cosa fare, ma per qualche strano motivo molto spesso ci distraiamo e perdiamo il filo del discorso con la nostra mente/memoria. Le motivazioni possono essere diverse: tanti pensieri in testa, tanto stress, impegni vari… “ Riuscire a concentrarsi in mezzo al chiasso è un indice di attenzione selettiva .” (Goleman). Ma la distrazione avviene anche per motivi piacevoli. Lo possiamo notare quando osserviamo i nostri bambini rapiti dagli schermi delle tv, dei computer e dei cellulari. In effetti quello che loro guardano davanti ad un...

Che scoperta, il cambiamento!

  Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare. (Winston Churchill) Vi racconto la storia di Angelica, una bambina di 7 anni che mangiava pochi alimenti, i “soliti noti”: tra questi ricordo pasta (rigorosamente le mezze penne), bistecca, carote e patate, oltre ai dolci di cui era invece golosa. La mamma cercava in tutti i modi di convincerla a provare quello che cucinava, ma lei, con grande piglio, non arretrava di un solo centimetro. Anzi, a volte sembrava regredire e togliere dal suo menù cibi che fino a quel momento erano considerati “sicuri”. A volte i genitori insistevano, altre volte non ci provavano neanche. A volte era l’unico discorso che a tavola veniva affrontato, con relativa frustrazione da parte di tutti, fratello incluso che in silenzio mangiava per non fare arrabbiare o preoccupare i genitori. Incontrai i genitori, preoccupati della situazione. Non solo per quello che accadeva a tavola, ma perché secondo loro Angelica aveva qualch...

Ho fame! Quando la golosità diventa voracità

“La ghiottoneria è la curiosità dello stomaco.” Jacques Normand Luca è un bambino di 10 anni da poco compiuti, frequenta l’ultimo anno della scuola primaria ed è ben voluto dai suoi compagni e dalle insegnanti. Studia, pratica uno sport regolarmente e gioca molto con i suoi 2 fratelli. Insomma, un bambino con tutte le carte in regola per essere definito tranquillo e di compagnia. Ed è così fino a quando arriva a tavola, dove sembra diventare posseduto da un demone che lo spinge a mangiare il più velocemente possibile tutto quello che si trova sulla tavola apparecchiata. Un comportamento che nell’ultimo periodo stava diventando un vero problema perché purtroppo aveva iniziato a “perdere il controllo” anche a scuola e spesso doveva essere “fermato” dagli insegnanti presenti in mensa. Dopo che la pediatra aveva fatto loro notare che il suo peso stava crescendo troppo rispetto alla sua età, i genitori hanno iniziato a preoccuparsi, tanto da chiedere un consulto allo psicologo. Può sembrare...

A tavola con le Emozioni

Oltre ad essere necessario per la sopravvivenza, mangiare ha tante affinità con il piacere, fisico ed emotivo. Ci sono tanti sensi coinvolti, come il gusto, l’olfatto, la vista, il tatto e l’udito (alcuni cibi fanno anche rumore!). E proprio come suggerisce S. Agostino, “ tutto quello che arriva all’intelletto passa prima dalle sensazioni ”. Allo stesso modo anche i bambini vivono questo importante nesso tra il cibo e le emozioni: spesso il momento del pasto è anche divertimento, socializzazione e apprendimento, momenti importati in cui le emozioni li accompagnano e li allietano mentre mangiano a tavola in compagnia. A volte, però, a tutti noi può capitare di provare emozioni che fanno perdere l’appetito, così come può essere stata esperienza comune aver vissuto emozioni che ci hanno portato a mangiare (anche in abbondanza) pur senza appetito. Ma come è possibile che le nostre emozioni ci condizionino così tanto mentre mangiamo? Per rispondere a questa domanda, ci viene in aiuto la chi...

Eccoci finalmente online!

Eccoci finalmente online! Prima di raccontarvi chi é Nino. Dobbiamo fare una premessa. Quante volte i bambini rifiutano di assaggiare un piatto... quante volte non si vogliono sedere a tavola… e quante volte fissano con sguardo disarmato un piatto che vedono troppo pieno? E se smettono completamente di mangiare? O se al contrario cercano continuamente il cibo come senza sentire mai appagamento? Sono richieste di attenzione? Sono capricci? Affermano il loro io? Esprimono un disagio più profondo? Fino a quando è lecito lasciar correre e quando invece è opportuno preoccuparsi? Quali strumenti hanno i genitori per affrontare situazioni di conflitto? Quali sono le figure professionali di riferimento? Le domande sono davvero infinite; sarebbe strano non porsi tutti questi quesiti. Nino nasce per dare importanza al confronto, per non far sentire nessuno da solo. Serve per provare a far cambiare lo sguardo con il supporto di professionisti competenti. Vuole dare conforto e una direzione. Quan...